Appennino selvaggio

Due giorni nel regno del Baganza e del Manubiola

immagini escursioni agnetti

Due giorni nell’Alta Val Baganza e Val Manubiola, due valli scarsamente frequentate che nascondono paesaggi meravigliosi e trasudano di storia.

Sabato – Da Berceto – Ostello Cisa.

Partiremo dal borgo medievale di Berceto per raggiungere la cima del Monte Cavallo, la montagna a due gobbe che abbellisce il paesaggio con le sue scure pinete.

Attraverso un’antica strada raggiungere Rombecco, località divenuta parte dei geositi emiliani grazie all’importanza degli antichissimi graniti presenti nel sottosuolo. Una volta guadagnato il crinale percorreremo un tratto dell’Alta Via dei Parchi, passando sopra al Groppo del Vescovo e il monte Valoria per poi scendere all’Ostello del Passo della Cisa, dove pernotteremo.

Difficoltà percorso: “E” – Escursionistico 

Domenica – Dall’Ostello della Cisa a Corchia

Il secondo giorno raggiungeremo il Passo della Cisa e, attraverso una meravigliosa faggeta, arriveremo al famoso Termine del Gatto, punto di ritrovo dei contrabbandieri fin da tempi antichissimi. Dopo aver superato Pian del Pastore scenderemo verso un’altro importantissimo crocevia, la Calà, per poi riguadagnare quota e arrivare sul bellissimo massiccio ofiolitico del Monte Binaghe e del Groppo della Donna, luoghi immortalati dal pittore Martino Jasoni che un tempo furono teatro di intense attività minerarie.

Raggiungeremo il meraviglioso borgo di Corchia nel tardo pomeriggio, dove chi vorrà potrà visitare il museo di Martino Jasoni.

Partenzadel pulmino da Corchia per Berceto prevista per le 17.00 circa

Difficoltà percorso: “E” – Escursionistico.

Qualche immagine in anteprima

Equipaggiamento

Zaino con pranzo al sacco per il primo giorno. Borraccia o bottiglia per almeno 2 litri di acqua. Calzature alte meglio se impermeabili (tipo scarponi suola vibram o scarpe da trekking), abbigliamento da trekking da media montagna, mantellina impermeabile (o cerata). 2 cambi di maglietta e biancheria. Consigliati: crema solare, cappellino, cerotti anti-vesciche (tipo “Compeed”), bacchette telescopiche da trekking.

Grado di difficoltà

Media di tipo E

Cosa significa DIFFICOLTÀ MEDIA DI TIPO "E"?
Itinerari che si svolgono su terreni di ogni genere, non necessariamente segnalati al piano di calpestio, ma chiaramente riportati in cartografia, ivi compresi quelli che presentano forte esposizione, svolgendo livelli e sviluppi sempre superiori a quelli di grado T; sviluppano in zone scarsamente antropizzate, dove l’attraversamento di corsi d’acqua può avvenire a guado, senza però che vi sia pericolo di essere trascinati dalla corrente in caso di caduta, o con l’utilizzo di “ponti tibetani” o passerelle assimilabili, dove è in genere difficoltoso trovare rapidamente riparo dalle intemperie o chiamare aiuto in caso di infortunio e spesso può non essere facile approvvigionarsi di acqua potabile e cibo. È percorribile anche da famiglie con bambini ed anziani, a patto che siano sufficientemente allenati e in ottime condizioni di salute, che non soffrano di vertigini, che siano equipaggiati in modo adeguato e specifico, che conoscano bene l’ambiente di svolgimento e siano in grado di orientarsi agevolmente usando la carta topografica e l’orientamento intuitivo.

Segnalazioni particolari

Va segnalata alle guide ogni esigenza particolare, allergia, condizione di salute, ecc…

Le guide si riservano di escludere, prima della partenza e della raccolta delle quote, chi non ritenessero idoneo per condizioni o equipaggiamento. Per la tutela della sicurezza della persona stessa e/o della sicurezza del gruppo.

In caso di motivata esclusione non sono previsti rimborsi di viaggi e di nessun altro tipo, se non l’eventuale quota di partecipazione versata, anticipi compresi.

Si chiede di avvertire il prima possibile in caso di rinuncia all’escursione.

I partecipanti sono tenuti a seguire le direttive degli accompagnatori, a non abbandonare il gruppo e il sentiero senza autorizzazione.

Luogo dell'escursione

2018-09-03T08:01:47+00:00